Battendo il ferro mentre è caldo, non credo sia sfuggito, che nella mia risposta all’obiezione di J-J viene non solo affermata (moltissimi lo hanno fatto prima di me), ma, per quanto ne so, per la prima volta logicamente dimostrata, qui, nel sito “Ammazzacasino”, l’imbattibilità e la supremazia della montanti in perdita nella lotta contro il banco.
Per fare un passo avanti in questo discorso, richiamo l’attenzione sulla mia affermazione: “ ..
Tutte le montanti non sono altro – in modo diretto o indiretto – che della variazioni attorno al tema della Martingala. Perché? Semplicemente perché ciò che fa in modo diretto la Martingala, e in modo indiretto fanno tutte le altre montanti, è per dirla in modo da farmi capire proprio da tutti, stare un passo avanti alla scarto, almeno di un’unità”.
Qui si è giustamente detto, ed io stesso ho affermato, che questa verità, pur condivisibile sul piano teorico, nulla vale su quello pratico, per i noti limiti di cassa e puntata. Giusto. Tuttavia, non si è finora richiamata a sufficienza l’attenzione sui due grandissimi punti deboli del convitato di pietra, la diabolica ruota. Il primo è che non ha e non può avere alcuna strategia, salvo l’a priori dei limiti di puntata. Il secondo è la sua ottusa ripetitività statistica. Dalla sua , il giocatore ha la possibilità di adattare lo strumento vincente sul piano teorico ( la montante in perdita), all’ambito pratico definito dai limiti di cassa e puntata. Per cominciare, ha dalla sua parte quel mezzo tanto potente quanto sottovaluto ( forse perché non compreso) che è l’arresto. Il banco non può mandare i giocatori a casa, salvo barare e smentire gli accordi. Il giocatore ha dalla sua, inoltre, la possibilità di tarare la montante in funzione delle sue disponibilità di cassa e dei limiti di puntata; tenendo conto del secondo, e importantissimo, punto debole della roulette, la monotona ripetitività statistica.
Sul pratico: Carpediem ha postato pochi giorni fa una permanenza che, se non ricordo male, presentava solo tre neri su trentaquattro rossi ( o forse viceversa). Ecco, una montante indistruttibile deve prevedere casi del genere, ed anche casi in cui ad una permanenza così ne segua una simile. Certo, la probabilità di un simile evento non ha alcun significato in termini di tempo umano; semmai ne ha su scala astronomica; ma va tuttavia considerata, non foss’altro per testare la vera resistenza della montante; la questione cassa, nel caso specifico, è secondaria.
Allora, se è vero che gli scarti estremi sono rari; e che la roulette è statisticamente obbligata a ripetere configurazioni note e manipolabili, allora vincere o perdere col banco è solo una questione strategica.
p.s.
“
allora devi mettere in conto un ritardo di 32, esattamente come le chance”.
Non è per essere pignoli, ma questo è del tutto errato; essendo le diciottine “aspecifiche” in numero enormemente maggiore di quelle “naturali” o se si vuole “convenzionali”, i loro ritardi sono incomparabilmente maggiori. Ci sono delle precise formule di matematica statistica per questi calcoli. Uno di maggiori esperti italiani, e credo mondiali, in questo campo, è Leontino Gorgia, nome arcinoto a tutti coloro che si sono occupati o si occupano di lotto. Credo che le sue formule siano in giro per il web. Io le ho in cantina( non per disprezzo, ma per ragioni di spazio).
Ad ogni modo, anche nel caso delle sole chance convenzionali, i limiti di ritardo sono destinati a crescere al crescere delle prove. Se la specie umana non si estinguerà a causa della sua stupidità, e se i “professor tasse” di turno ci lasceranno ancora trastullare col gioco, tra 10.00 anni si parlerà di ritardi di 200 colpi; tra 20.000 di 300 colpi. Ecc..
L’osservazione dei ritardi, come mezzo per costruirci sopra qualcosa,
in ogni caso, equivale a battere l’acqua col frustino, nella speranza di poterci fare una frittata.
Modificata da Satori, 01 February 2012 - 03:43 PM.